La comunicazione ci permette di veicolare e ricevere messaggi.
Lo stile comunicativo adottato (da noi o dai nostri interlocutori) ci permette invece di interpretare elementi importanti per lo svolgimento e la risoluzione del confronto.
Tra gli stili comunicativi, la comunicazione assertiva è l’opzione che dovremmo sempre utilizzare (o che dobbiamo sperare di trovarci di fronte).
Questo perché le modalità di comunicazione adottate con questo stile permettono un confronto democratico, rilassato e teso al raggiungimento di una soluzione accettabile per entrambe le parti.
La comunicazione assertiva: caratteristiche.
Questo stile di comunicazione implica il rispetto delle esigenze, dei sentimenti, delle idee e dei desideri di noi stessi e degli altri.
In estrema sintesi, l’obiettivo della comunicazione assertiva è trovare un compromesso attraverso il dialogo, con l’affermazione dei propri diritti ma anche nel rispetto dei diritti altrui.
Quanto sopra include la capacità di interagire con uno stile adeguato all’interlocutore ed al contesto, oltre che evitando tutte le caratteristiche citate per gli stili comunicativi passivo ed aggressivo.
Gli aggettivi dello stile assertivo.
Lo stile comunicativo assertivo è:
- sincero
- deciso
- rispettoso
Lo stile comunicativo assertivo non è invece:
- aggressivo
- ingannevole
- remissivo
Parlando di stile comunicativo sappiamo che lo stesso include non solo la comunicazione verbale ma anche e soprattutto la comunicazione non verbale, che così spesso sfugge al controllo rispetto alle parole pronunciate, frequentemente vanificando i nostri sforzi nella gestione di un confronto.
Vediamo quindi più nel dettaglio a quali elementi prestare particolare attenzione.
La comunicazione assertiva nel comportamento.
Il comportamento di chi utilizza uno stile comunicativo assertivo è:
- orientato al risultato
- realistico e coerente
- fiducioso ed incline alla positività
- leale e corretto
- deciso nel raggiungimento dell’obiettivo ma sempre nel rispetto dell’altro
- calmo e riflessivo
- responsabile verso le proprie azioni e le proprie opinioni
La comunicazione assertiva nelle manifestazioni non verbali.
La postura ed i movimenti del corpo.
La posizione del corpo di una persona assertiva è rilassata, a dimostrazione dell’essere a proprio agio in quel contesto.
Lo stesso messaggio viene espresso dai movimenti delle mani, che trasmetteranno apertura e cordialità.
Le espressioni facciali.
Il viso esprime attenzione verso l’interlocutore e verso il confronto.
Lo sguardo è diretto e fisso sull’interlocutore, senza che lo stesso possa essere interpretato come una minaccia o un tentativo di tenere la persona sotto controllo.
L’eloquio.
Il tono di voce della persona assertiva sarà adeguato al contesto ed all’interlocutore.
Per quanto riguarda poi la velocità dell’eloquio, la stessa dovrà risultare costante e misurata (ma potrà essere modificata in base all’andamento della discussione).
Altri elementi caratteristici della comunicazione assertiva.
Ci sono altri elementi che possono darci delle indicazioni in merito all’assertività.
Solo per citare alcuni esempi sulle persone assertive:
- la persona assertiva, avendo ben chiari i suoi obiettivi, è determinata ed intraprendente;
- chi si pone in modalità assertiva ascolta ed osserva senza giudicare e senza condannare;
- chi utilizza questo stile di comunicazione gode di autostima e fiducia in se stesso;
- in generale essere assertivi significa dimostrarsi aperti, flessibili, comprensivi e fiduciosi nei confronti dell’altro;
- di contro l’assertività esclude scontrosità, conflitto, vendetta e condanna;
- per una persona assertiva un buon risultato finale è una condizione sine qua non: in questo senso non accetta la resa ma, anzi, è disponibile al compromesso e soprattutto si pone come parte attiva per rimuovere difficoltà e malintesi che potrebbero inficiare il risultato (positivo) finale.
I vantaggi della comunicazione assertiva.
Comunicare in modalità assertiva significa innanzi tutto comunicare efficacemente.
Eliminata la conflittualità, chiariti eventuali fraintendimenti, valutate tutte le possibili alternative con mentalità aperta e flessibile, ciò che rimane è un confronto diretto, leale e proficuo per entrambe le parti coinvolte.
Essere assertivi significa anche guadagnare la fiducia di chi abbiamo di fronte, accrescendo contemporaneamente la nostra.
Significa sentirsi apprezzati per le proprie capacità (e anche grazie ai probabili risultati positivi raggiunti).
Il risultato è un circolo virtuoso che ci fa sentire motivati, positivi e gratificati, oltre che in pace con noi stessi perché in nessun momento abbiamo dovuto disattendere i nostri valori ed i nostri obiettivi.
Assertività in breve.
Riassumo quali secondo me sono i pochi, semplici passi di un corretto processo comunicativo assertivo:
⓵ definire la propria posizione in maniera chiara e coerente;
⓶ confrontarsi con l’altro con correttezza e flessibilità;
⓷ affrontare il confronto con apertura e disponibilità all’ascolto;
⓸ esporre dissenso o rifiuto senza aggressività;
⓹ mettere in campo le proprie abilità di problem solving;
⓺ raggiungere il proprio obiettivo con soddisfazione nostra e dell’altro.
L’assertività nell’analisi transazionale.
Mi è capitato, ere geologiche fa 😊, di partecipare ad un percorso formativo sull’utilizzo dell’analisi transazionale nella risoluzione dei conflitti.
Non scenderò ovviamente nei dettagli sui vari stati dell’Io e sui comportamenti associati ai singoli stati, perché non è il mio mestiere né l’obiettivo di questo articolo.
Però l’argomento è estremamente affascinante e può sicuramente valere la pena saperne di più (dato che tutto ciò che impariamo a conoscere di noi stessi ci eleva e ci migliora).
Per un eventuale approfondimento consiglio quindi la lettura di Io sono ok, tu sei ok, il libro scritto dallo psichiatra statunitense Thomas Anthony Harris: pubblicato ormai nel lontano 1974 ma tuttora interessante per scoprire i concetti fondamentali dell’analisi transazionale e la loro possibile applicazione nella vita quotidiana.
Tornando ad analisi transazionale ed assertività, ciò che trovo importante è l’assunto di base: Io sono ok, tu sei ok.
Ecco, credo che stia tutto in queste poche parole.
Valorizzare se stessi svalutando gli altri (Io sono ok, tu non sei ok) è deleterio tanto quanto sminuire il proprio valore ponendosi alla mercè di chi abbiamo di fronte (Io non sono ok, tu sei ok).
Un confronto equo, non belligerante e positivo (Io sono ok, tu sei ok) è invece la giusta base di partenza di una comunicazione efficace e positiva.
Come essere assertivi se non lo siamo naturalmente?
Diventare assertivi è possibile, ma bisogna lavorare su se stessi.
Questo lavoro richiede sicuramente fatica ma, nell’ottica di una socialità più serena ed efficace, credo che ne valga la pena.
In questo senso il primo passo potrebbe sicuramente essere l’analisi del nostro stile comunicativo, per poi magari ampliare l’analisi per “decodificare” gli stili di comunicazione di chi ci troviamo di fronte.
Un secondo passo sono i percorsi formativi i cui obiettivi sono focalizzati proprio sull’apprendimento (o sul miglioramento) dell’assertività.
Anche un supporto specialistico può essere preso in considerazione: ci sono psicanalisti specializzati nell’accompagnare i pazienti in percorsi volti a migliorare l’assertività e, più in generale, l’abilità di relazionarsi agli altri.
Insomma, le alternative sono molte.
Ciò che è fondamentale è l’impegno che siamo disposti ad assicurare, con la consapevolezza che non sarà semplice (anzi, a volte è proprio difficile, parlo per esperienza) ma i vantaggi della riuscita sono inestimabili.
E anche in questo caso parlo per esperienza.
Ti ritieni una persona assertiva?
Hai dovuto impegnarti per diventarlo?
E sai riconoscerne una quando te la trovi davanti?
Fammi sapere, se ti va, qual è il tuo pensiero sull’argomento.
Grazie per l’attenzione e a presto.

Con il mio lavoro posso dare più valore al tuo tempo, rendere più semplici e leggere le tue giornate e permetterti di focalizzare attenzione ed energie sulle attività fondamentali per il tuo business o sui tuoi interessi privati. In breve, il mio obiettivo è essere, sempre, la giusta soluzione alle tue esigenze.